San Pantaleone
Casa Spirituale di San Pantaleone
Sede vescovile dal 1851 e custode della reliquia del Santo
Dalla chiesa parrocchiale alla dignità di cattedrale
L'odierna chiesa di Vallo dedicata al Protettore è la Cattedrale dell'omonima diocesi. La sua costruzione risale al XVIII secolo, quando l'incremento demografico del casale rese insufficiente l'antico edificio di culto medievale (che doveva misurare poco più di 10 metri di lunghezza e 7 di larghezza).
In origine, si decise di erigerla nella piazza soprana (l'attuale piazza V. Emanuele), ma l'opposizione dei Domenicani del convento attiguo alla chiesa di S. Maria delle Grazie impedì il realizzarsi del progetto. Si optò allora per costruirla nei pressi dell'antica chiesa, ma il poco spazio costrinse a realizzare un edificio più piccolo, ad una sola navata.
Impegnato in tale impresa fu soprattutto l'allora parroco, l'abate don Carmine De Hippolytis. Completata nel 1752, nei decenni seguenti si provvide a decorarne gli interni e ad arredarli con altari laterali e l'altare centrale in marmo (1791).
L'edificio è a croce latina con ampio presbiterio e due cappelle laterali. Nel corso dell'Ottocento, più volte si è cercato di ampliarlo con le navate, ma la mancanza di risorse ha sempre impedito il compimento dei progetti.
Incremento demografico rende insufficiente l'antica chiesa medievale
Don Carmine De Hippolytis completa la costruzione
Realizzazione degli altari laterali e centrale in marmo
Elevazione a cattedrale della diocesi
Un patrimonio artistico e spirituale di inestimabile valore
L'interno della cattedrale si presenta con una navata centrale che conduce al presbiterio, dove si trova l'altare maggiore e gli affreschi dell'abside realizzati da V. Formisano.
Le cappelle laterali custodiscono opere d'arte di grande valore, tra cui la cappella del Santissimo Sacramento dedicata a San Pantaleone e la cappella della Madonna di Pompei.
L'organo storico di S. Carelli del 1784 accompagna le celebrazioni liturgiche con la sua musica solenne, arricchendo l'esperienza spirituale dei fedeli.
Il presbiterio della cattedrale è il cuore liturgico dell'edificio, dove si celebra l'Eucaristia e si svolgono le principali celebrazioni della comunità diocesana.
L'altare maggiore, punto focale dello spazio sacro, è circondato dagli affreschi dell'abside che raffigurano scene della vita di San Pantaleone e altri santi.
Durante la festa patronale, il presbiterio diventa il centro delle celebrazioni solenni in onore del Santo Patrono della diocesi.
Gli interni sono ricchi di opere d'arte di grande valore storico e artistico
Gli interni sono ricchi di opere d'arte. In evidenza, soprattutto le tre grandi tele che adornano l'abside: il San Michele Arcangelo del pittore locale, allievo di Solimena, Andrea De Hippolytis (1770); la Madonna del Carmine con i santi Francesco, Pantaleone e Antonio Abate, del XVII secolo, attribuito al Pietrafesa (nome d'arte di Giovanni De Gregorio, allievo del maestro napoletano Fabrizio Santafede e attivo in tutto il Viceregno); il Miracolo del paralitico di San Pantaleone, del 1843, opera del pittore locale attivo a Napoli Giuseppe De Mattia.
Interessante è anche il quadro raffigurante la Vergine con San Carlo Borromeo e S. Maria Maddalena, realizzato nel 1787 da Domenico Lettieri, un altro pittore vallese, ed esposto nella cappella della Madonna di Pompei.
Alle pareti del transetto si ammirano i quattro ovali del Settecento realizzati ancora da Andrea De Hippolytis, raffiguranti San Giuseppe, San Filippo Neri; e, probabilmente, San Francesco Saverio e San Gaetano. Al centro, le copie collocate agli inizi degli anni 50 del Novecento, di due opere del Guercino e del Baroccio.
Nell'abside, gli affreschi di Vito Formisano risalenti al 1952: sulla volta, le raffigurazioni del Buon Pastore, dello Spirito Santo e di una coppia di Angeli; in basso, i Santi Pietro e Paolo.
V. Formisano - Decorazioni pittoriche dell'abside della cattedrale
G. De Mattia, 1843 - Miracolo del Santo medico
A. De Hippolytis, 1770 - Michele scaccia gli angeli ribelli
XVII sec., attribuito a Pietrafesa - Con San Francesco, San Pantaleone e Sant'Antonio
D. Lettieri, 1787 - Con San Carlo Borromeo e Santa Maria Maddalena
S. Carelli, 1784 - Strumento musicale delle celebrazioni liturgiche
Spazi di preghiera e devozione particolare
Nell'altra cappella, quella del SS. Sacramento, è esposto il mezzobusto di San Pantaleone, immagine del Protettore portata in processione il 27 luglio di ogni anno. Di autore anonimo, ma probabilmente della seconda metà del Seicento, è assai cara alla devozione popolare.
Spazio dedicato alla venerazione della Madonna di Pompei, molto cara alla devozione popolare della comunità vallese.
Sulla controfacciata è collocato il monumentale organo realizzato dal maestro Silverio Carelli nel 1784, probabilmente la maggiore opera artistica presente in cattedrale e uno dei migliori risultati dell'omonima bottega organaria attiva nella Vallo del Settecento.
Lo strumento è ancora perfettamente funzionante, dopo diversi restauri, ed è in uso soprattutto per la novena annuale di fine luglio in onore del Patrono.
Scopri altri aspetti della devozione a San Pantaleone