San Pantaleone
Medico e Martire
La vita e il martirio del Santo Patrono di Vallo della Lucania
San Pantaleone, medico e martire dei primi secoli del cristianesimo
San Pantaleone è un santo orientale dei primi secoli della cristianità. Medico di professione, si formò alla scuola del celebre medico pagano Eufrosino, ma fu la madre Eubola a trasmettergli i primi insegnamenti cristiani.
La sua conversione definitiva avvenne grazie all'incontro con il prete Ermolao. Le sue capacità professionali lo portarono all'attenzione della corte imperiale, ma il giovane era dedito soprattutto alla cura gratuita dei malati e dei sofferenti.
Martirizzato il 27 luglio del 305, San Pantaleone è venerato come uno dei santi medici anargiri e fa parte del gruppo dei Quattordici Ausiliatori. Il suo nome, cambiatogli miracolosamente all'atto del martirio da Pantaleone a Pantaleémon, significa colui che è misericordioso verso tutti.
San Pantaleone curava gratuitamente i malati, dedicando la sua vita al servizio dei più bisognosi senza chiedere compenso.
Subì il martirio il 27 luglio del 305 durante le persecuzioni di Diocleziano, testimoniando la sua fede fino alla morte.
Fa parte dei Quattordici Ausiliatori, santi particolarmente invocati nei momenti di difficoltà e malattia.
Rappresentazioni artistiche di San Pantaleone attraverso i secoli
A. Grassi - Soffitto santuario di S. Pantaleone, Borgo Montoro
G. Imperiale, 1638 - Duomo di Ravello
S. Trapanese, 2012 - Cattedrale di Vallo
Mosaico facciata Cattedrale di Vallo, 2006
Facciata chiesa parrocchiale di Montauro
La testimonianza suprema di fede di San Pantaleone
San Pantaleone subì il martirio il 27 luglio del 305 durante le persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. La sua fede incrollabile e la sua dedizione ai malati lo resero un testimone straordinario del Vangelo.
Durante le persecuzioni di Diocleziano, San Pantaleone fu denunciato come cristiano dai suoi colleghi medici, invidiosi della sua fama e della stima che godeva presso il popolo. Arrestato e condotto davanti al tribunale, rifiutò di abiurare la sua fede, compiendo uno dei suoi miracoli più famosi: la guarigione del paralitico al cospetto dell'imperatore.
Secondo la tradizione, durante il martirio si verificarono diversi prodigi: le torture non riuscivano a ferirlo e gli strumenti di supplizio si spezzavano. Solo quando il Santo pregò di poter offrire la sua vita per Cristo, il martirio poté compiersi per decapitazione.
Il suo sangue, raccolto dai fedeli, divenne oggetto di particolare venerazione. Ancora oggi, in diverse località del mondo, si conservano reliquie del sangue di San Pantaleone che mantengono la forma liquida, come quella custodita nella Cattedrale di Vallo della Lucania dal 1741.
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