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San Pantaleone

Il Culto di San Pantaleone

Nel Mondo

La diffusione della devozione dall'Oriente all'Occidente

La Diffusione del Culto

Dall'Oriente bizantino all'Occidente cristiano, la venerazione di San Pantaleone

Il culto di San Pantaleone nel mondo

Un Santo Universale

La precocità del culto è attestata dalla presenza di una chiesa a lui dedicata a Costantinopoli già al tempo di Giustiniano (VI secolo) e, nella stessa epoca, di un monastero nel deserto del Giordano e a Gerusalemme. Ma numerosi altri sono i luoghi e le comunità in cui c'è traccia del suo culto: dall'Africa romana dell'ultima età imperiale all'Europa del IX secolo (Lione) e del X secolo (Colonia). Anche nella Roma medievale diverse sono le chiese dedicategli. Tra XII e XIII secolo ne esistevano almeno tre.

Antico il culto del Santo è anche a Venezia, a causa dei suoi intensi rapporti con l'Oriente. In città, oltre a diverse chiese che conservano varie reliquie, celebre è la chiesa di San Pantalòn il cui soffitto è interamente occupato dalla più grande opera pittorica su tela del mondo, che rappresenta San Pantaleone in gloria (A. Fumiani, 1643-1710).

In genere, il culto si accompagna alla presenza di reliquie e queste sono costituite o da frammenti di ossa o da piccole quantità di sangue. La reliquia più famosa è la grossa ampolla di vetro contenente il sangue del Martire conservata a Ravello, dalla quale nel corso dei secoli sarebbero derivate molte altre reliquie donate a varie chiese. L'ampolla sarebbe stata portata dall'Oriente da mercanti amalfitani tra il X e l'XI secolo.

Il culto del Santo è presente sul Monte Athos, con un monastero dedicatogli dagli ortodossi russi, e anche ad Atene, con una grande chiesa in suo nome. Reliquie si trovano a Parigi, Madrid, Tolosa, Porto e perfino a Buenos Aires.

In Italia il culto è assai diffuso. Oltre ai luoghi citati, lo troviamo a Ravenna, Napoli (chiesa di S. Gregorio Armeno), Crema (di cui è patrono), Lucca (collegiata dei SS. Giovanni e Reparata), Benevento (cattedrale), Macomer, Lanciano (Ch), Martignano (Le), Borgo di Montoro (Av), Camerota (Sa). Molto diffuso è anche in Calabria, dove si celebra la sua festa a Montauro (Cz), Limbadi (Vv), Gerace (Rc), Papanice (Kr), Zungri (Vv). Un elenco lungo ma appena rappresentativo della presenza assai radicata e ramificata di uno dei culti più antichi e ricchi di tradizioni della cristianità.

Luoghi di Culto

Alcuni dei centri di devozione a San Pantaleone nel mondo

Icona bizantina Egitto

🇪🇬 Egitto

Monastero di Santa Caterina

Antica icona bizantina conservata nel monastero del Monte Sinai, testimonianza della venerazione orientale del Santo.

San Pantaleone e Sant'Ermolao Grecia

🇬🇷 Grecia

Chiesa della Panagia Olympiotissa

Affresco del XIII secolo raffigurante San Pantaleone con Sant'Ermolao nella chiesa di Elassona.

Chiesa San Pantalon Venezia

🇮🇹 Venezia

Chiesa di San Pantalon

Importante chiesa veneziana dedicata al Santo, con opere di Paolo Veronese e Antonio Fumiani.

Altare San Pantaleone Crema

🇮🇹 Crema

Duomo di Crema

Altare dedicato a San Pantaleone nel Duomo di Crema, testimonianza della devozione lombarda.

Statua argentea Ravello

🇮🇹 Ravello

Duomo di Ravello

Preziosa statua argentea e reliquia del sangue, da cui proviene la reliquia di Vallo della Lucania.

San Pantaleone guarisce cieco Roma

🇮🇹 Roma

Chiesa di San Pantaleone

Opera di Mattia Preti raffigurante San Pantaleone che guarisce un cieco, nella chiesa romana dedicata al Santo.

Il Culto a Vallo della Lucania

La particolare devozione della comunità vallese

Patrono Principale

San Pantaleone è venerato come Patrono principale e Protettore dell'intera diocesi di Vallo della Lucania dal 1851, quando la città divenne sede vescovile.

Il culto del martire Pantaleone a Vallo è antico ed è legato in maniera indissolubile alla sua storia. L'originaria chiesa dedicata al santo di Nicomedia dovette essere costruita tra il X e l'XI secolo da monaci appartenenti alla vicina badia italo-greca di Santa Maria di Pattano. Questi, provenienti dall'Oriente e dalle terre dell'Impero bizantino, portavano con sé culti di santi orientali come, appunto, San Pantaleone, o San Nicola e S. Caterina d'Alessandria, anch'essi presenti in paese.

Scarse durante il medioevo e la prima età moderna, le notizie di questo culto cominciano ad essere documentate dalla fine del XVII secolo, quando è registrata l'esistenza nella vecchia chiesa di una statua lignea del patrono San Pantaleone. Nel Settecento gli si affiancano, come protettori altri due santi: Zenone (un altro culto di origini orientali) e Filippo Neri. In quello stesso secolo, però, l'arrivo in paese della reliquia del suo sangue (1741), comincia a spostare gli equilibri della devozione locale in favore del medico martire.

La sua festa – il 27 luglio – si fa più solenne, la memoria dei compatroni regredisce fino a sparire quasi del tutto. A metà Ottocento, l'elevazione di Vallo a sede diocesana fa della sua chiesa la cattedrale e del suo patrono il protettore dell'intera diocesi. La presenza del vescovo e del capitolo solennizza ulteriormente le espressioni del culto verso l'unico patrono che diventano, soprattutto nel corso del Novecento, sempre più sentite e pronunciate.

Le manifestazioni religiose e quelle civili assumono i connotati di un evento che la cittadina sente come espressione della propria storia, delle sue radici, della sua identità.

Tradizioni e Devozione

Le manifestazioni della fede popolare

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La Novena

Nove giorni di preghiera preparatoria alla festa, dal 18 al 26 luglio, che coinvolge tutta la comunità.

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La Processione

Il corteo solenne del 27 luglio con la statua del Santo e tutti i santi venerati in paese.

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La Reliquia

L'esposizione della reliquia del sangue durante le celebrazioni di luglio e novembre.

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