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San Pantaleone

I Parroci

Pastori della Comunità

I sacerdoti che hanno guidato la devozione a San Pantaleone

Storia dei Parroci

I sacerdoti che hanno guidato la comunità vallese dal 1900 ad oggi

Fino al 1955, quella di San Pantaleone è stata l'unica parrocchia di Vallo. Essa aveva la cura pastorale di entrambi i casali da cui si origina l'attuale paese (Cornuti e Spio). Per secoli, i parroci furono espressione delle famiglie notabili del luogo. Si avvicendano, infatti, in quell'ufficio esponenti di casati quali i Tipoldi, i De Laurentis, i De Mattia, i Pinto, i Pignataro, in genere col titolo di abate.

Alcuni di essi sono più conosciuti, come, ad esempio, l'abate Carmine De Hippolytis, parroco per quasi cinquant'anni (1738-1785), che fu il promotore dell'erezione della nuova chiesa, o l'arciprete Gaetano Nicoletti, parroco per oltre trent'anni (1865-1902) in tempi difficili, quelli dell'anticlericalismo postunitario.

Naturalmente, tutti questi sacerdoti sono stati devoti del santo protettore di cui era titolare la chiesa, poi cattedrale, loro affidata. Ciascuno a suo modo, secondo i tempi e le capacità, ha promosso il culto di quel San Pantaleone la cui presenza affondava le radici nella secolare storia del casale.

I Parroci dal 1900 ad Oggi

Can. Giovanni Maiese

1902 - 1929

Apre la serie il can. Giovanni Maiese, che nel 1902 assume l'incarico dopo i lunghi anni del can. Nicoletti. Noto per le sue ricerche di storia locale pubblicate postume solo negli anni Ottanta, riscuote anche la fiducia dei vescovi Iacuzio e Cammarota, che lo nominano vicario generale. Alla sua morte, agli inizi del 1929, dopo un periodo di un solo anno in cui l'ufficio è affidato al can. Emilio Passaro, l'incarico passa nelle mani di don Pasquale Speranza.

Don Pasquale Speranza

1930 - 1949

Proveniente dalla parrocchia di Albanella e con una lunga esperienza pastorale che gli è di grande utilità per gestire la cattedrale nei difficili anni Trenta e nel periodo bellico. La sua guida pastorale attraversa uno dei periodi più complessi della storia moderna italiana.

Don Fulvio Parente

1949 - 1955

Originario di Castelnuovo Cilento, licenziato in teologia alla Facoltà di Posillipo e laureato in Lettere presso l'Università di Napoli. Vicino ai giovani e attivo nell'Azione Cattolica, don Fulvio rimane in cattedrale solo per pochi anni. Infatti, nel 1955 diventa parroco dell'appena istituita seconda parrocchia vallese, S. Maria delle Grazie. Ma quei pochi anni gli bastano per segnare, in particolare, la rinascita della festa di San Pantaleone dopo la crisi bellica.

Don Giuseppe Fierro

1955 - 1980

Originario di Mandia, non ancora quarantenne, con un'esperienza pastorale nella parrocchia di Pattano. Don Peppino – com'era chiamato da tutti – rimane parroco di San Pantaleone per 25 anni, lasciando nel 1980 per problemi di salute. Il suo impegno di insegnante e di pastore, le sue doti di pazienza e di paternità spirituale lasciano il segno in una generazione di ragazzi e di giovani che accoglie, educa e ama sinceramente negli ambienti e attraverso le attività parrocchiali.

Don Angelo Imbriaco

1980 - 1986

Originario di Pellare, poco più che trentenne, ricco di energie e risorse pastorali, particolarmente efficace nel dialogo con i giovani per la sua esperienza in Azione Cattolica e la mentalità conciliare. I suoi, però, rimangono anni difficili, per la chiusura della cattedrale, gravemente danneggiata dal sisma del novembre 1980, e sostituita con la vicina cappella del Crocifisso.

Don Mario Sibilio

1986 - 1988

Canonico con numerose esperienze pastorali, sacerdote amabile e generoso, a lungo impegnato con la gioventù cattolica e disponibile alle aperture conciliari. Il suo è un periodo breve e interlocutorio.

Don Pietro Sacco

1988 - 1999

Chiamato nel delicato incarico di parroco della cattedrale, il cui edificio riapre al culto – nell'estate del 1988 – dopo lunghi anni di lavori. La sua attività è caratterizzata dall'impegno volto al pieno recupero del rinnovato edificio sacro per la comunità parrocchiale che lo aspettava da quasi un decennio. Riprendono nuovo vigore in questi anni anche le celebrazioni in onore di San Pantaleone, la cui festa negli anni 80 era stata tenuta nella chiesa di S. Maria delle Grazie.

Mons. Aniello Scavarelli

1999 - 2021

Originario di S. Barbara, già in passato impegnato nel servizio pastorale presso la cattedrale. Il lungo periodo in cui tiene l'incarico è caratterizzato da un incessante impegno per continuare e rinnovare la tradizione del culto e della festa del Protettore – che in questi anni raggiunge forme e modalità di un vero evento religioso, civile e culturale – e da una cura particolare per la chiesa, di cui provvede a rinnovare l'esterno, facendo anche collocare sulla facciata principale il prezioso mosaico raffigurante la gloria di San Pantaleone. L'occasione è offerta dalla celebrazione del 17° centenario del suo martirio che cade nel 2005.

Don Aniello Adinolfi

2021 - Presente

L'attuale parroco, la cui eredità è raccolta nel 2021. I suoi primi anni hanno già evidenziato la cura verso il culto del Patrono, anche con un'attenzione al recupero della tradizione storica, agiografica e iconografica ad esso riferita.

Il Ruolo Pastorale

Le responsabilità e l'impegno dei parroci nella comunità

Guida Spirituale

Accompagnare la comunità nel cammino di fede e nella devozione a San Pantaleone.

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Organizzazione Festa

Coordinare le celebrazioni religiose e collaborare con il comitato organizzatore.

👥

Cura Pastorale

Prendersi cura delle necessità spirituali di tutti i membri della comunità.

Testimonianze e Ricordi

I ricordi della comunità sui suoi pastori

Memoria Grata

La comunità di Vallo della Lucania conserva un ricordo grato di tutti i parroci che si sono succeduti nella guida pastorale, ognuno con il proprio stile e la propria dedizione.

Ogni parroco ha lasciato un segno indelebile nella vita della comunità vallese. Alcuni sono ricordati per la loro particolare devozione a San Pantaleone, altri per l'innovazione portata nelle celebrazioni, tutti per la loro dedizione pastorale.

Le testimonianze dei fedeli raccontano di sacerdoti che hanno saputo essere vicini alla gente nei momenti di gioia e di dolore, che hanno celebrato matrimoni, battesimi e funerali, che hanno accompagnato le famiglie nel loro cammino di fede.

Durante la festa patronale, il ruolo del parroco diventa ancora più centrale: è lui che celebra le messe solenni, che benedice la processione, che custodisce la reliquia del Santo e che guida la comunità nella preghiera.

Collaborazione con il Comitato

L'unione tra dimensione religiosa e organizzazione laica

Sinergia Perfetta

La festa di San Pantaleone è il risultato di una perfetta sinergia tra la guida spirituale del parroco e l'organizzazione pratica del comitato laico.

Questa collaborazione garantisce che la festa mantenga il suo carattere profondamente religioso pur essendo un evento che coinvolge tutta la comunità.

Il parroco si occupa degli aspetti liturgici e spirituali, mentre il comitato gestisce l'organizzazione logistica e gli eventi collaterali.

Parroco durante le celebrazioni

Continuità Pastorale

La trasmissione della tradizione attraverso le generazioni

📚 Tradizione

Ogni parroco ha ricevuto e trasmesso la ricca tradizione della devozione a San Pantaleone, arricchendola con il proprio contributo personale.

🔄 Innovazione

Pur mantenendo salda la tradizione, i parroci hanno saputo introdurre elementi di novità per adattare le celebrazioni ai tempi moderni.

❤️ Dedizione

La dedizione costante dei parroci ha garantito la continuità delle celebrazioni anche nei momenti più difficili.

🌱 Futuro

L'impegno pastorale continua a guardare al futuro, preparando le nuove generazioni a custodire la devozione a San Pantaleone.

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